Some more

Tu dici che fumare fa male alla salute.

E l’amore? Non fa male alla salute?

Non siamo forse anche noi un po’ dipendenti da quella boccata d’amore ? che diciamo, ci promettiamo ogni volta che sarà l’ultima sigaretta. E poi non riusciamo mai a smettere.

Non dire che non capisci il discorso solo perché tu non fumi. Il fumo non centra. È qualcosa che ha a che fare con la dipendenza. Con le nostre inutili voci interiori che dicono che non ne abbiamo bisogno , che è solo un vizio, e per convincerci a non fumare, a non innamorarci, ci diciamo che fa male.

Non è magari vero che siamo attratti dal dolore? Insomma cosa c’è di buono nel fumare? A chi piace quel sapore sgradevole che le sigarette lasciano in bocca? Non raccontiamoci palle, il punto non è la bontà di quello che ci rimane. Il punto non è mai ciò che ci rimane. Il punto sta in quell’attimo prima di iniziare, quando ancora si deve finire di fare quello che si sta facendo e già si pensa alla nostra sigaretta. Già quello basta.

No non basta, perché poi arriva il momento giusto per accendere la sigaretta e io non credo che ci sia momento più felice per un fumatore. E come quando finalmente si sta con la nostra persona, immagino… che sei lì e puoi godertela tutta , come una sigaretta. Ma il punto finale poi arriva dopo. Dopo averla fumata tutta, dopo quell’attimo di momentanea nostalgia in cui vieni ricatapultato alla tua vita. Il punto del dolore.

Il dolore di essere separato da tutto quel ben di Dio che ti sei appena goduto. E allora inizi già a resistere , e lì inizia il tuo piacere.  Il dolore che tu trasformi in piacere alternando i bei ricordi dell’ultima sigaretta alle rosee e stimolanti aspettative di quella che verrà dopo.  Sta tutto lì. E ti piace più di quanto sembri.. e allora dimmi , dove sta il dolore nello smettere di fumare? Dove stanno le aspettative, avendo deciso che non ci sarà la prossima sigaretta?

Smettere di fumare e di innamorarsi non è doloroso. È per questo che è difficile farlo e nessuno ci riesce così bene.

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Non è questione di treni

A chi ha perso almeno un treno , almeno una volta

Non è questione di treni …

i treni vanno e vengono.

I treni sono macchine , noi no, o almeno la maggior parte…

È più il fatto di perdere qualcosa, che ci scombussola… come se fossimo in ritardo rispetto a qualcuno, a un’ occasione. Mi chiedo perché…perché sprechiamo tempo a rincorrere treni persi ?

Perché ci interessa più il fatto di perdere qualcosa che di quel qualcosa che perdiamo. È difficile guardare in faccia i treni che ci sfrecciano davanti senza poterli acchiappare e fermali. Ma è ancora più difficile capire che quei treni sono persone che magari non ci vogliono con sè non perché non gli piacciamo o per ripicca… ma semplicemente ora hanno altri binari su cui viaggiare, verso nuove destinazioni, e non gli interessano più i desideri passati di persone che non sono più.

Non fraintendete i treni con le persone perché i treni se ti lasciano a piedi non si interessano, le persone, anche per un minimo, sì.

Non è questione di treni

è questione di fiori e di baci…

È questione non di rimediare a un momento passato ma di vivere il momento giusto… il momento giusto esiste ed arriverà.

You are never given a wish

Mai ti è concesso un desiderio senza che ti sia dato anche il potere di farlo avverare

Il mio sogno non l’ho realizzato oggi. I sogni non si avverano in un giorno e basta. I sogni si realizzano tutti i giorni. E il mio sogno non era laurearmi. (Non lo é mai stato in realtá. Potete chiederlo a mia madre; che ho deciso di fare l’ università circa una settimana prima della scadenza delle iscrizioni. E quante di quelle volte ho pensato di mollarla una volta dentro. Però non l’ho mai fatto. Sempre per quella questione che quando non ci sei mai dentro e un giorno ti svegli è difficile entrarne a fare parte..)

Il mio sogno è in questa foto.

Il mio sogno è arrivare ad osservare questa foto e non cercare più di capirne l’origine.

Il mio sogno é vedere questa cosa da fuori. Il mio sogno è quel sorriso, quegli occhi lacrimanti, lacrimati, che non si abbassano neanche per piangere. Soprattutto per piangere.

Io penso che il mio desiderio fosse proprio quello di vivere questa frase.. così, giusto per capirla . Si perché non é solamente un detto quello che se le cose non le vivi non puoi capirle. E forse la cosa più significativa che ho capito é che le cose sono più belle così come sono , senza spiegazioni, piene di dubbi, senza certezze … un po’ come questa foto.. un po’ come la vita.

Non é l’origine delle cose che spiega come andrá alla fine. E non é la fine che ti fa capire le cose. non è una corona d’alloro che spiega chi sei . E neanche un sorriso, e una lacrima. È tutto insieme, sei tutto tu. Sei tu che sai ciò che sei , ciò che vuoi capire o non vuoi capire. Sei tu che sai la tua storia dal tuo punto di vista , e se c’è un modo di capirla beh non si può. Non posso farlo neanche io , figuratevi voi.

Ma i sogni condivisi sono più belli, più reali. Come la felicità dopotutto.

Do you think of me?

Mi pensi? O ti disturba ?
Io ti penso, da quando non esiste una risposta a tutto questo. Dal primo momento in cui siamo entrati in contatto.
La mattina quando prendo il caffè, che è d’abitudine, necessario, come te.

Quando leggo di cose antiche di secoli e millenni di cui io sto studiando una lingua, oggi … e mi chiedo se la studierò domani , nel mio futuro … e penso a cosa sarà di te. A dove sarai nel mio domani .

Se mai in uno dei miei viaggi che sogno da una vita, magari dall’altra parte del mondo. Lontana da te. Se magari in uno di quei viaggi mi capiterà di provare l’emozione dell’incontro con un’ altra cultura mentre tu, lontano , da questo lato di mondo, incontrerai qualcun’altra… chissà.

Mi chiedo ogni momento di ogni giorno qualsiasi , mentre cammino per strada, come sarebbe se fossi tu quel ragazzo che mi viene incontro sul marciapiede . Quel ragazzo che io non guardo.. anzi abbasso sempre più gli occhi , il viso , fino a dover fingere di cambiare canzone per non sembrare una che non sa guardare in faccia le persone . Non lo guardo , nella vana e ineffabile speranza che il suo viso sia il tuo e che mentre abbasso sempre di più lo sguardo, tu mi chiami per nome e mi alzi il viso con un tocco delicato fino a sfiorarmi le labbra con quegli occhi addolciti e desiderosi; e nel mentre sorridi.

Nati per vivere 


Morirò presto .
O di battiti accelerati 

O di calma piatta. 

Non importa come , morirò .
Morirò continuando a respirare perché , come le farfalle,

Il nostro giorno ,

Che è una vita ,

Si spegnerà

Alle mie spalle

Senza che io me ne renda conto .

Mi girerò ad ammirare quel tramonto come se fosse uno di quelli particolari , che mi piacciono così tanto.. e sorriderò per la potenza che sprigiona.

Morirò e con me tutte le sensazioni , le idee e le parole che non racconto. 

E bisogna stare attenti a come si vivono i giorni e a come si dicono le parole , che dire  “Morirò senza essere vissuta per niente” è diverso da dire “Morirò senza niente per essere vissuta”.

Palpitate,

Rilassatevi.

State con il fiato sospeso

e volate.

Brillate;
Raccontatevi
State attenti a come pronunciate le cose.

Vivete senza niente ma per qualcosa!

Abbi cura di splendere

Ci sono persone che ti fanno sentire così naturale, che maschere, carrillon e paure spariscono. Sembra che il mondo abbia completato la sua rivoluzione intorno al sole, la rotazione su se stesso, e tu alla luce di tutta la tua storia e di tutte le speranze pensi di essere arrivato a qualcosa di più grande di te.  Dire che credo che le cose non succedano per caso , ma facciano parte di un disegno, grande…

un insieme

un dominio, quasi matematico,

con i suoi codomini e le sue immagini.

E noi siamo l’immagine di quel qualcosa.
Dire che credo che le cose abbiano una loro logica mi fa pensare che tutte le lampadine, i lumini e i fuochi d’artificio che mi lascio dietro stiano lì per una ragione.

Ci vuole il coraggio per voltarsi e capire che le cose che ci portiamo dietro non finiscano per forza per creare incendi e spaventarci. 

Illuminano, invece, il nostro cammino, essendo l’immagine, limpida o fioca, di tutte le persone che hanno fatto parte della nostra vita. Anche di quelle che hanno cercato di soffiare contro il fuoco per spegnerlo o per fomentare l’incendio.
Dire che le cose e le persone non sono casuali non è un caso. 

E i disegni delle strade di ognuno di noi ne sono la prova. La vita è l’osservare più o meno da lontano un insieme di luci sparpagliate alle nostre spalle( sembrano stelle!) e mentre ci guardiamo avanti , scoprire l’infinita bellezza che ci ha custodito e che ci custodirà , di nuovo, ad ogni lumino che si accenderà sul nostro cammino. La vita, contemporaneamente, é l’essere illuminati tutto intorno da una luce riflessa da tutti i sorrisi di chi cammina accanto te. 

La vita é anche guardarci davanti e non sapere bene dove mettiamo i piedi , che non ci deve far paura. È sapersi affidare.. forse pensando e credendo che non si può inciampare se si cammina a fianco di persone che ci illuminano, a piccoli passi e senza grandi pretese. 

Questi passi, che si chiamano fiducia, hanno un rumore bello, che ti fa sentire a casa; rendono tutto naturale, come se si fosse parte di quella situazione a prescindere dal dove, dal quando e dal come. Familiare come il pranzo della domenica, la buonanotte della sera e le risate del prendersi in giro.

Passi che suonano naturali, come quando si ripercorrono i corridoi del cuore e si è pronti ad accogliere finalmente, chi chiede di entrare. 
Per ora tutto è illuminato intorno a me, non so da dove venga questa luce, o forse sì; ma per ora quasi non mi importa. Le giornate, le persone , la vita, illuminate in questo modo, mi piacciono. E voglio ringraziare ogni singola persona che un giorno per volta ha esposto la propria fiamma alle intemperie per alimentare la mia.. quando era tutto buio , quando mi tenevo le mani sugli occhi e non c’era passato, presente o futuro che tenesse. Ringrazio chi sa di essere una di quelle fiammelle preziose che hanno illuminato la mia vita. 
Tu puoi essere la luce di qualcuno…

abbi cura di splendere!

Atto di Fede 

Oggi- uno, due , tre forse quattro anni fa- non era un giorno particolare … era un bel giorno , ma non era niente di particolare..C’erano i sorrisi di sempre, qualche volto che non rivedo più, forse più persone a questo tavolo…neanche una sedia era vuota , anzi non bastavano per far sedere tutti … sembravano istanti perfetti , e lo sono nella mia memoria … nella mia memoria. Qui , dove conservo tutto ciò che mi piacerebbe rivivere. Ma sbaglio sempre con i “mi piacerebbe”.
È difficile pensarsi senza un qualcosa che fino a pochi pensieri fa ignoravamo ma che ora è parte di noi e ci fa stare bene. Non sto parlando dei ricordi. Sto parlando delle ultime tavolate in cui mi sono accorta che purtroppo non sono solo i soliti sorrisi che rendono perfetta questa giornata. 
Oggi quindi è un giorno speciale ma è difficile convivere con tutti questi turbini che mi smuovono dentro mentre tutto il resto intorno mi dice di aspettare … è molto difficile e forse non sono in grado di farlo…

 

La mia Fede ad esempio… questa sconosciuta che ho perso di vista e che è saltata fuori dopo anni come una fotografia di quelle che ti fanno sorridere e non te ne accorgi. Questa sconosciuta che quasi dal nulla, quando meno me lo sarei immaginata, si è fatta sentire ma che io non capisco ancora bene fino in fondo.. 

Io non so aspettare che le cose accadano, ma non perché non ho pazienza , ma perché ho bisogno di vivere ogni singolo istante di bellezza , sentirmi relazionata a qualcosa che è più grande di me , come i soliti sorrisi, i fiori profumati , i tramonti imprecisi.

Forse è questa la Fede, e non c’è bisogno di aspettarla, ma di viverla.

Mi sento di dire che oggi non è un giorno particolare , ma per motivi diversi da sempre. Il fatto è che per me la Pasqua non è un giorno.. per me la Pasqua è l’urlo dell’amore dopo il silenzio della morte.. la Pasqua è la Fede che sto vivendo ultimamente verso la gioia , verso l’amore, verso la vita .. e ritornare a credere in qualcosa che avevo perso è il dono di resurrezione più bello che potessi avere. 
“Tu che cosa vedi 

Tu che cosa vedi 

C’è ancora un’orizzonte lì con te?

Vivere è un atto di Fede

Mica un complimento 

Questo è il mio atto di Fede

questo è il tuo momento ”

Memo

“Sai a chi penso quando sento la parola amore? Alla persona che mi ha fatto più male di chiunque altro.”
È così che iniziò a chiedersi il senso del desiderio. Tra le sedie colorate e le tessere del caffè che aveva tra le mani, mai ferme, sempre a giocare . Qualcuno le aveva rivelato l’ anti formula dell’amore eterno , quella che disincanta le masse di bambine che si immaginano il principe azzurro. Lei, che non sapeva bene che cosa fosse il principe azzurro, non essendo cresciuta con i cartoni ne con la falsa speranza che le storie fantastiche si potessero realizzare. Ma nonostante questo, anche lei aveva bisogno di sentirselo dire… perché ancora un volta la mente la tradiva ; è come se la mente avesse cancellato dalla sua memoria anche questo ricordo brutto dell’amore . Ancora una volta, sempre.

Già perché si ritrovava sempre da capo , a fare i conti con persone che la capivano sempre meno. È come se avesse nuovamente eliminato quella nota in bella vista: L’AMORE FA MALE a cui dava un occhiata quando si accorgeva di tutti quei viaggi, sorrisi, baci , sprecati per sempre…
È come se ogni volta non solo non imparasse qualcosa di nuovo dalle storie andate male , ma addirittura disconoscesse sempre di più la verità più recondita in ogni animo umano. Che l’amore fa male. Che c’è quell’elemento di rabbia, dolore, attesa che tiene acceso il desiderio in una relazione e che spinge chiunque oltre i propri limiti . E verso cui ognuno , per natura , si sente attratto. 

E l’amore come lo intendeva lei , cioè quello vero con la A maiuscola, non può essere fatto di panna, zucchero e scarpette di cristallo. Tantomeno di principi azzurri. L’amore delle favole è innaturale. 

Lei si chiedeva perché non avesse potuto accontentarsi . Forse perché il significato primario dell’amore era già in lei : l’importanza di non annullarsi per nessuna ragione e di sognare qualcosa di grande partire da sè stessa. 

E così, con il ciocco della tazzina (da caffè )sul piattino, si voltò sui suoi passi

sempre incerti 

ma non più soli.

Grazie Laura.

Di tramonti, di stanze e distanze

Cos’è dimenticare? Sappiamo dimenticare davvero senza trovare qualcos’altro o qualcunaltro che ci occupi la memoria ? 

Dimenticare è sostituire 

.

..

Non è la pazienza

che trasforma ciò che ci manca

in un dettaglio. Non è la pazienza. 

È l’opposto; perche non riesco a immaginare che si riesca a non perdere la calma quando si spegne una parte del nostro orizzonte insieme a qualcuno. 

Il dimenticare inizia da te , da quando non ci sei più per te stessa e non te ne accorgi: sei troppo occupata su chi non sta lì con te. Così inizi a dimenticare…te stessa. Poi il dimenticare passa per la rabbia , diventa quella situazione , quel bicchiere di troppo, quella sigaretta insensata, quel bacio a casaccio. Fa il giro insieme alle cose che non hanno un senso, intorno a tutte le tue azioni giornaliere, compreso il sonno.

Poi una notte riprendi il fiato , il sonno, ti riprendi tutto . ti calmi. E inizi a pensare che forse è sbagliato dimenticare, perché dimenticare è un’ordine che ci si da per fare spazio. 

Dimenticare dovrebbe essere, invece, uno spazio che ci si da per fare ordine, perché le cose brutte rimarranno sempre e aiuteranno sempre a modo loro, ma confinate in una stanza ben precisa. La nostra testa e il nostro cuore sono stanze troppo piene per ciò che è in più , sono stanze troppo importanti. Ciò che ci ha segnato è da conservare perché dice un pezzo di ciò che siamo oggi , ed è bene ricordarsi di ciò che si è… sempre!

Ecco, forse il rendersi conto che il dimenticare non è così automatico e non si può scegliere, esattamente come l’amore, è un passo in avanti

verso quell’orizzonte

dalle nuvole confuse 

un passo 

nel vuoto buio 

verso quello spunto di calore 

che accompagna 

di tanti cieli

proprio il tuo. 
C’è un altro sorriso su cui contare e ti scordi pian piano degli occhi, delle mani, dei baci. Perché se è vero che il passato sono le orme che abbiamo lasciato, il presente è nelle nostre mani e il futuro nel nostro cuore. Ti ritrovi con te e un’altro pensiero per la testa e per il cuore.