Do you think of me?

Mi pensi? O ti disturba ? 
Io ti penso, da quando non esiste una risposta a tutto questo. Dal primo momento in cui siamo entrati in contatto.
La mattina quando prendo il caffè, che è d’abitudine, necessario, come te.

Quando leggo di cose antiche di secoli e millenni di cui io sto studiando una lingua, oggi … e mi chiedo se la studierò domani , nel mio futuro … e penso a cosa sarà di te. A dove sarai nel mio domani .

Se mai in uno dei miei viaggi che sogno da una vita, magari dall’altra parte del mondo. Lontana da te. Se magari in uno di quei viaggi mi capiterà di provare l’emozione dell’incontro con un’ altra cultura mentre tu, lontano , da questo lato di mondo, incontrerai qualcun’altra… chissà. 

Mi chiedo ogni momento di ogni giorno qualsiasi , mentre cammino per strada, come sarebbe se fossi tu quel ragazzo che mi viene incontro sul marciapiede . Quel ragazzo che io non guardo.. anzi abbasso sempre più gli occhi , il viso , fino a dover fingere di cambiare canzone per non sembrare una che non sa guardare in faccia le persone . Non lo guardo , nella vana e ineffabile speranza che il suo viso sia il tuo e che mentre abbasso sempre di più lo sguardo, tu mi chiami per nome e mi alzi il viso con un tocco delicato fino a sfiorarmi le labbra con quegli occhi addolciti e desiderosi; e nel mentre sorridi. 
Ti penso la notte , quando so che sei in giro e non ho notizie di te, perché non mi fai sapere che sei ancora vivo , perché non ci pensi a me che invece ti penso… forse è così… lo sai tu , e se non lo sai, chieditelo. È più importante che tu sappia questo piuttosto che di quanto io ti pensi… 

Nati per vivere 


Morirò presto .
O di battiti accelerati 

O di calma piatta. 

Non importa come , morirò .
Morirò continuando a respirare perché , come le farfalle,

Il nostro giorno ,

Che è una vita ,

Si spegnerà

Alle mie spalle

Senza che io me ne renda conto .

Mi girerò ad ammirare quel tramonto come se fosse uno di quelli particolari , che mi piacciono così tanto.. e sorriderò per la potenza che sprigiona.

Morirò e con me tutte le sensazioni , le idee e le parole che non racconto. 

E bisogna stare attenti a come si vivono i giorni e a come si dicono le parole , che dire  “Morirò senza essere vissuta per niente” è diverso da dire “Morirò senza niente per essere vissuta”.

Palpitate,

Rilassatevi.

State con il fiato sospeso

e volate.

Brillate;
Raccontatevi
State attenti a come pronunciate le cose.

Vivete senza niente ma per qualcosa!

Abbi cura di splendere

Ci sono persone che ti fanno sentire così naturale, che maschere, carrillon e paure spariscono. Sembra che il mondo abbia completato la sua rivoluzione intorno al sole, la rotazione su se stesso, e tu alla luce di tutta la tua storia e di tutte le speranze pensi di essere arrivato a qualcosa di più grande di te.  Dire che credo che le cose non succedano per caso , ma facciano parte di un disegno, grande…

un insieme

un dominio, quasi matematico,

con i suoi codomini e le sue immagini.

E noi siamo l’immagine di quel qualcosa.
Dire che credo che le cose abbiano una loro logica mi fa pensare che tutte le lampadine, i lumini e i fuochi d’artificio che mi lascio dietro stiano lì per una ragione.

Ci vuole il coraggio per voltarsi e capire che le cose che ci portiamo dietro non finiscano per forza per creare incendi e spaventarci. 

Illuminano, invece, il nostro cammino, essendo l’immagine, limpida o fioca, di tutte le persone che hanno fatto parte della nostra vita. Anche di quelle che hanno cercato di soffiare contro il fuoco per spegnerlo o per fomentare l’incendio.
Dire che le cose e le persone non sono casuali non è un caso. 

E i disegni delle strade di ognuno di noi ne sono la prova. La vita è l’osservare più o meno da lontano un insieme di luci sparpagliate alle nostre spalle( sembrano stelle!) e mentre ci guardiamo avanti , scoprire l’infinita bellezza che ci ha custodito e che ci custodirà , di nuovo, ad ogni lumino che si accenderà sul nostro cammino. La vita, contemporaneamente, é l’essere illuminati tutto intorno da una luce riflessa da tutti i sorrisi di chi cammina accanto te. 

La vita é anche guardarci davanti e non sapere bene dove mettiamo i piedi , che non ci deve far paura. È sapersi affidare.. forse pensando e credendo che non si può inciampare se si cammina a fianco di persone che ci illuminano, a piccoli passi e senza grandi pretese. 

Questi passi, che si chiamano fiducia, hanno un rumore bello, che ti fa sentire a casa; rendono tutto naturale, come se si fosse parte di quella situazione a prescindere dal dove, dal quando e dal come. Familiare come il pranzo della domenica, la buonanotte della sera e le risate del prendersi in giro.

Passi che suonano naturali, come quando si ripercorrono i corridoi del cuore e si è pronti ad accogliere finalmente, chi chiede di entrare. 
Per ora tutto è illuminato intorno a me, non so da dove venga questa luce, o forse sì; ma per ora quasi non mi importa. Le giornate, le persone , la vita, illuminate in questo modo, mi piacciono. E voglio ringraziare ogni singola persona che un giorno per volta ha esposto la propria fiamma alle intemperie per alimentare la mia.. quando era tutto buio , quando mi tenevo le mani sugli occhi e non c’era passato, presente o futuro che tenesse. Ringrazio chi sa di essere una di quelle fiammelle preziose che hanno illuminato la mia vita. 
Tu puoi essere la luce di qualcuno…

abbi cura di splendere!

Atto di Fede 

Oggi- uno, due , tre forse quattro anni fa- non era un giorno particolare … era un bel giorno , ma non era niente di particolare..C’erano i sorrisi di sempre, qualche volto che non rivedo più, forse più persone a questo tavolo…neanche una sedia era vuota , anzi non bastavano per far sedere tutti … sembravano istanti perfetti , e lo sono nella mia memoria … nella mia memoria. Qui , dove conservo tutto ciò che mi piacerebbe rivivere. Ma sbaglio sempre con i “mi piacerebbe”.
È difficile pensarsi senza un qualcosa che fino a pochi pensieri fa ignoravamo ma che ora è parte di noi e ci fa stare bene. Non sto parlando dei ricordi. Sto parlando delle ultime tavolate in cui mi sono accorta che purtroppo non sono solo i soliti sorrisi che rendono perfetta questa giornata. 
Oggi quindi è un giorno speciale ma è difficile convivere con tutti questi turbini che mi smuovono dentro mentre tutto il resto intorno mi dice di aspettare … è molto difficile e forse non sono in grado di farlo…

 

La mia Fede ad esempio… questa sconosciuta che ho perso di vista e che è saltata fuori dopo anni come una fotografia di quelle che ti fanno sorridere e non te ne accorgi. Questa sconosciuta che quasi dal nulla, quando meno me lo sarei immaginata, si è fatta sentire ma che io non capisco ancora bene fino in fondo.. 

Io non so aspettare che le cose accadano, ma non perché non ho pazienza , ma perché ho bisogno di vivere ogni singolo istante di bellezza , sentirmi relazionata a qualcosa che è più grande di me , come i soliti sorrisi, i fiori profumati , i tramonti imprecisi.

Forse è questa la Fede, e non c’è bisogno di aspettarla, ma di viverla.

Mi sento di dire che oggi non è un giorno particolare , ma per motivi diversi da sempre. Il fatto è che per me la Pasqua non è un giorno.. per me la Pasqua è l’urlo dell’amore dopo il silenzio della morte.. la Pasqua è la Fede che sto vivendo ultimamente verso la gioia , verso l’amore, verso la vita .. e ritornare a credere in qualcosa che avevo perso è il dono di resurrezione più bello che potessi avere. 
“Tu che cosa vedi 

Tu che cosa vedi 

C’è ancora un’orizzonte lì con te?

Vivere è un atto di Fede

Mica un complimento 

Questo è il mio atto di Fede

questo è il tuo momento ”

Memo

“Sai a chi penso quando sento la parola amore? Alla persona che mi ha fatto più male di chiunque altro.”
È così che iniziò a chiedersi il senso del desiderio. Tra le sedie colorate e le tessere del caffè che aveva tra le mani, mai ferme, sempre a giocare . Qualcuno le aveva rivelato l’ anti formula dell’amore eterno , quella che disincanta le masse di bambine che si immaginano il principe azzurro. Lei, che non sapeva bene che cosa fosse il principe azzurro, non essendo cresciuta con i cartoni ne con la falsa speranza che le storie fantastiche si potessero realizzare. Ma nonostante questo, anche lei aveva bisogno di sentirselo dire… perché ancora un volta la mente la tradiva ; è come se la mente avesse cancellato dalla sua memoria anche questo ricordo brutto dell’amore . Ancora una volta, sempre.

Già perché si ritrovava sempre da capo , a fare i conti con persone che la capivano sempre meno. È come se avesse nuovamente eliminato quella nota in bella vista: L’AMORE FA MALE a cui dava un occhiata quando si accorgeva di tutti quei viaggi, sorrisi, baci , sprecati per sempre…
È come se ogni volta non solo non imparasse qualcosa di nuovo dalle storie andate male , ma addirittura disconoscesse sempre di più la verità più recondita in ogni animo umano. Che l’amore fa male. Che c’è quell’elemento di rabbia, dolore, attesa che tiene acceso il desiderio in una relazione e che spinge chiunque oltre i propri limiti . E verso cui ognuno , per natura , si sente attratto. 

E l’amore come lo intendeva lei , cioè quello vero con la A maiuscola, non può essere fatto di panna, zucchero e scarpette di cristallo. Tantomeno di principi azzurri. L’amore delle favole è innaturale. 

Lei si chiedeva perché non avesse potuto accontentarsi . Forse perché il significato primario dell’amore era già in lei : l’importanza di non annullarsi per nessuna ragione e di sognare qualcosa di grande partire da sè stessa. 

E così, con il ciocco della tazzina (da caffè )sul piattino, si voltò sui suoi passi

sempre incerti 

ma non più soli.

Grazie Laura.

Di tramonti, di stanze e distanze

Cos’è dimenticare? Sappiamo dimenticare davvero senza trovare qualcos’altro o qualcunaltro che ci occupi la memoria ? 

Dimenticare è sostituire 

.

..

Non è la pazienza

che trasforma ciò che ci manca

in un dettaglio. Non è la pazienza. 

È l’opposto; perche non riesco a immaginare che si riesca a non perdere la calma quando si spegne una parte del nostro orizzonte insieme a qualcuno. 

Il dimenticare inizia da te , da quando non ci sei più per te stessa e non te ne accorgi: sei troppo occupata su chi non sta lì con te. Così inizi a dimenticare…te stessa. Poi il dimenticare passa per la rabbia , diventa quella situazione , quel bicchiere di troppo, quella sigaretta insensata, quel bacio a casaccio. Fa il giro insieme alle cose che non hanno un senso, intorno a tutte le tue azioni giornaliere, compreso il sonno.

Poi una notte riprendi il fiato , il sonno, ti riprendi tutto . ti calmi. E inizi a pensare che forse è sbagliato dimenticare, perché dimenticare è un’ordine che ci si da per fare spazio. 

Dimenticare dovrebbe essere, invece, uno spazio che ci si da per fare ordine, perché le cose brutte rimarranno sempre e aiuteranno sempre a modo loro, ma confinate in una stanza ben precisa. La nostra testa e il nostro cuore sono stanze troppo piene per ciò che è in più , sono stanze troppo importanti. Ciò che ci ha segnato è da conservare perché dice un pezzo di ciò che siamo oggi , ed è bene ricordarsi di ciò che si è… sempre!

Ecco, forse il rendersi conto che il dimenticare non è così automatico e non si può scegliere, esattamente come l’amore, è un passo in avanti

verso quell’orizzonte

dalle nuvole confuse 

un passo 

nel vuoto buio 

verso quello spunto di calore 

che accompagna 

di tanti cieli

proprio il tuo. 
C’è un altro sorriso su cui contare e ti scordi pian piano degli occhi, delle mani, dei baci. Perché se è vero che il passato sono le orme che abbiamo lasciato, il presente è nelle nostre mani e il futuro nel nostro cuore. Ti ritrovi con te e un’altro pensiero per la testa e per il cuore.

One-way

Song: Hide and seek

Dove siamo? Voci robotiche, fogli sparsi per terra, luci soffuse…

Fa freddo, eppure sono sul balcone a prendere aria per lasciare che l’aria si prenda ciò che resta;

i ricordi

i baci

i sorrisi

tutto. 

Non vorrei ricordamene più. Il mio corpo si rifiuta di tenersi ciò che non mi è mai appartenuto. 

Piango così

Il senso di noi.

A volte penso che le cose che si vivono e si provano sono così univoche, così vissute solo da se stessi, che mi sento un po’ sola in questo mondo che ha le sue ragioni , mentre io ho le mie.
Era un martedì, forse…

Un giorno di quelli a cui davo un senso comunque, perché vedevo la bellezza in tutto anche nelle cose che non esistevano; soprattuto in quelle. 

E invece,

i razionalismi insensati di questo mondo,

come onde,

si infrangevano contro i miei sentimenti che non sono mai stati scogli così morbidi,

così arrotondati,

ormai abbattuti. 

E alla fine,

come per ironia,

ciò che mi ha annegato è una scusa insensata. 

L’insensato che io tanto proteggevo con speranza

e forse anche amore. 

E basta. 

Chissà se è vera la questione che ci ritorna ciò che meritiamo, come se ci fosse un karma che colpisce a botte di culo e di calci i nostri destini. 

E chissà se una cosa muore quando si smette di credere in essa. Forse si… non lo capisco, sembra che più una cosa è difficile più ci si pensi e più ci si creda.  

Ciò che è difficile può essere sia negativo che positivo. Il positivo è pensare di poter credere ancora a qualcosa in questo mondo. Il negativo è avere paura di farlo…

paura sì,

perché i sogni,

come le cose che si vivono e si provano, 

stanno essendo sempre di più a senso unico. 

E a senso unico funzionano solo le strade per me, non i sentimenti, non i sogni. Le strade e basta!

Can’t take my eyes off of you

Song: The blower’s daughter

Capita a volte che tutto si riduca a un stupida Quest , una ricerca, in cui si confondono gli inseguitori e gli inseguiti… in cui si mischiano le timidezze e gli sforzi degli affanni,di chi non si stanca di cercare e di chi non può che scappare .

I battiti di qualcuno che ama sono comunque più sordi dei battiti di colui che ha paura di essere amato

Via! Passo dopo passo , allungando sempre più le gambe e iniziando a scalciare il terreno come se stesse per crollarci sotto i piedi . 
Si corre per arrivare prima degli altri, o per andarsene prima che arrivino; comunque si corre. 
C’è una stella che tutti inseguono e che nessuno mai raggiunge, Angelica. Si diverte con questo passatempo impegnativo di sfuggire a tutti. 

Angelica, si lascia solo abbracciare dai rami degli alberi che la nascondono da sguardi troppo indiscreti. 

I soldati si perdono

uno dopo l’altro

nelle strettoie del labirinto di fronte

la vita.

O forse riescono ad assaporarne un po’… si incontrano a volte e si scontrano. Chi rimane in piedi prende il nome di Orlando con un piede in testa all’avversario a cui almeno la testa è ancora attaccata al corpo. Non abbastanza pazzo d’amore per vincere il duello.

Capita più comunemente di quanto ci si aspetti di essere Orlando; di dover strapparsi di dosso l’armatura perchè tutte le armi di questo mondo non possono scalfirci dopo la profonda lacerazione del cuore. Di spogliarci e correre nudi con il cuore in mano.

Capita, ma a me non é capitato così spesso. Essere Angelica o angelica poco mi aiuta. Non si parla solo di qualcuno, ora. Si parla di secoli, millenni, universi, galassie di tempo in cui non c’è forza superiore che possa interrompere questa Quest. Una condizione esistenziale che ognuno si trova a ‘sopra’vivere prima o poi; senza via d’uscita. Amare e impazzire, causa-effetto, causa affetto. Nel mio caso , forse, impazzire e amare. È assurdo, comunque non so quanto possa aiutare l’amore. L’importante è essere sicuri della propria pazzia. 

È assurdo ma succede ancora più spesso di essere un’ Angelica e un Orlando contemporaneamente. Oppure di stare in mezzo e non riuscire a capire il proprio ruolo. Ci sono gli sguardi insistenti di tutti gli Orlando che io schivo distrattamente perché i miei occhi sono fissi su Angelica. Questa alta capacità di far innamorare Orlando, che é pura e semplice ombra dietro alle tue spalle, girate, che coprono i raggi del sole. L’ombra cresce sempre più man mano che il sole si abbassa. 
Cerchiamo sempre qualcosa di più di ciò che le galassie di tempo hanno da offrirci, e non ci accontentiamo, neanche impazzendo.

Questa non è una canzone

Ti va di uscire a cena? Per un caffè, ti offro da bere per stare con te 
Che bello il tuo sorriso ti canto una poesia hai voglia di un massaggio, no aspetta.. Non andare via

Un giorno dopo l’altro visualizziamo ciò che c’è; se non ci son messaggi ha vinto la sincerità: sono stata bene ma la prossima non ci sarà.
Dammi una settimana e ti dirò, ciò che vedo ciò che sento e tutto quel che saprò

di me , di te. 

A te che neanche una sera volevo dare, 

maledetto quel tuo inusuale

Modo di non essere te stesso che ci ha trascinato nel tuo sogno

in cui io finivo a piangere e tu mi abbracciavi.

Strano modo di conoscersi, nei sogni… Che solo tu potevi inventare.

Dalla tua immaginazione 

che si è fermata lì e che poi ha lasciato fare alla vita per la sua realizzazione.

Ma questa non è una canzone.

Invece quello sì, quello era un sogno, che hai fatto tu ma è diventato il mio.

Che poi è una settimana da mesi, che durano come sogni appesi.

Durano come notti e io non dormo mai, e io non dormo più, ancora.
Io ancora mi ricordo la svogliatezza del vestirmi per il nostro primo appuntamento, che poi i primi appuntamenti più belli sono quelli inaspettati. Quelli in cui mi metto il rossetto davanti a te, all’ultimo momento, come se fosse la mia decisione che non ci baceremo mai.

Che poi salire sulla tua macchina fa un effetto strano 

e mi chiedo se il cielo da qui dentro l’han visto tante in vano.

Ma non mi interessa dopotutto, perchè non ci risalirò, pensavo.

E poi quel tuo braccio imbarazzato attorno al mio collo, che io ho le labbra che sanno di gelato all’arancia e cioccolato

come me e te, e vorrei un bicchier d’acqua.
Vuoi un cicles? O cicca o gomma o come la chiamate voi nel vostro angolo di mondo… 

E mi piace quel tuo modo di pronunciare le parole, come il mio nome e il tuo, ad esempio.
È ora di andare, qualcuno ci aspetta. Nella pace del buio si accende la brace del tuo bacio così intenso

Rivediamoci qui tra una settimana, non sarò in ritardo promesso,

Intanto, però, ti penso.

“L’essenziale è invisibile agli occhi”

I desideri partono dal cuore, non dagli occhi. I desideri partono da quello che non è visibile e non finiscono ,mai. Sono invisibili perché non hanno un orizzonte e questa realtà non può imporre confini a nessun desiderio , mai! 
I desideri sono come quegli esami sempre più difficili verso cui ti (s)muovi tentando sempre un modo nuovo di studiare, migliore. Tentando. I desideri sono quelli che non muoiono , perché , come le idee, sono più grandi di te. I desideri sono come quelle persone che dopo anni di amicizia ti svelano anche oggi un lato nuovo di loro. Dettagli che non si scoprono, no , rimangono ben coperti da tutto il resto del mondo ma sei tu che con occhi nuovi, con gli occhi del cuore, riesci a vedere. 

I desideri quelli grandi dicevo, quelli che a guardarli da qui sotto fan un pó paura , sono quelli che ti tengono in vita. Che ti fanno battere il cuore e anche un pó la testa perché vissuti pienamente. I desideri quando coincidono con la realtà non fanno quadrare più niente … perché la tua realtà non è più limitata ad un quadro, spazia nell’ infinito universo del tuo cuore e ti culla nel suo dolce mare.